Le aromatiche in inverno possono sorprendere, ma tra gelate, vento e sbalzi di temperatura, il rischio di vedere rosmarino, salvia e timo rovinati è dietro l’angolo. Un piccolo gesto pratico può fare la differenza nella cura delle piante in balcone o in giardino.

Non serve avere un orto grande o serre professionali per mantenere sane le erbe aromatiche durante i mesi freddi. Anche chi coltiva il rosmarino in un vaso sul davanzale, o la salvia accanto al bidone dell’acqua piovana, si trova ogni anno a chiedersi come affrontare l’arrivo del gelo. La sensazione che il freddo arrivi di colpo, magari dopo una settimana di pioggia fitta e vento che piega tutto, è familiare a chiunque viva con queste piante. E non è raro, verso novembre, osservare foglie che si afflosciano, rametti che sembrano perdere vigore.
Nel mio caso, ho imparato a diffidare delle temperature ballerine: una giornata di sole non basta a scaldare la terra in profondità. Così, mentre preparo il caffè, mi capita spesso di sbirciare dalla finestra e controllare se la salvia tiene testa al vento. O se il rosmarino sembra più cupo del solito. Piccoli segnali. Nessuna pianta è davvero al sicuro quando le gelate si fanno improvvise. Ma c’è sempre qualche accorgimento utile, facile da mettere in pratica.
Riparare le aromatiche: attenzione ai dettagli
Rosmarino, salvia e timo sono più resistenti di quanto sembri, ma la loro posizione fa la differenza. Meglio evitare zone esposte al vento gelido o a nord. Anche un semplice muro può offrire riparo. Chi coltiva in vaso può spostare i contenitori sotto una tettoia, o vicino al muro di casa (lì dove la temperatura resta più stabile). Qualche volta, basta cambiare posto per guadagnare quei due gradi in più che salvano le foglie.
Se le aromatiche sono a terra, conviene pacciamare attorno alle radici con foglie secche, paglia o cortecce. Niente di troppo ordinato: basta una manciata, sistemata tra un ramo e l’altro. Ho visto persone utilizzare vecchi giornali piegati, o sacchi di juta (quelli delle patate) messi sopra la base delle piante durante le notti più fredde. Proteggere il colletto dal gelo è un piccolo gesto che spesso si dimentica.
Materiali semplici, soluzioni pratiche
Coperture troppo spesse rischiano di creare umidità e muffe. Meglio materiali leggeri, traspiranti: tnt (tessuto non tessuto), veli da orto, o anche un telo di cotone sottile. Basta appoggiare il tessuto sulle piante, senza stringere, magari fissandolo con qualche sasso o un vasetto rovesciato. La mattina, quando l’aria si scalda, è utile rimuovere la copertura per evitare che l’umidità resti intrappolata.
Un dettaglio pratico: nei balconi più piccoli, spesso non c’è spazio per spostare tutto. In questi casi, anche un cartone appoggiato dietro i vasi può schermare dal vento notturno. Io qualche volta mi sono arrangiato con cassette della frutta, una coperta vecchia recuperata dal fondo dell’armadio, oppure usando le stesse sedie da esterno per creare una piccola barriera provvisoria. Ogni angolo può diventare un riparo improvvisato.
L’osservazione quotidiana cambia tutto
Le aromatiche reagiscono molto ai cambi di temperatura, soprattutto quelle giovani. Alcune mattine, la brina resta a lungo sulle foglie: meglio evitare di toccare o annaffiare prima che si sciolga, per non provocare danni. Innaffiare poco e solo se il terreno è davvero secco, perché il ristagno di acqua è il nemico principale in inverno.
A volte basta una visita veloce prima di uscire, oppure la sera, quando si rientra, per accorgersi di qualche segnale. Un rametto spezzato dal vento, qualche foglia accartocciata. Meglio intervenire subito, tagliando le parti danneggiate, senza aspettare che la pianta si indebolisca. Nei periodi più freddi, le aromatiche vanno lasciate tranquille, senza concimare o spostare troppo i vasi.
Non sempre si riesce a salvare tutto, ma spesso basta una coperta, una manciata di paglia, un’occhiata in più fuori dalla finestra. In fondo, la differenza la fanno le piccole attenzioni di ogni giorno, e il modo in cui impariamo a osservare.
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